25 Aprile 1945, per non dimenticare

Alla realizzazione del Padlet hanno contribuito con notevole impegno: Maria Rita Pepe III C, Anna Cervera III C, Ylenia De Matteo III C, Biagio Angarella III A, Stefano Mone III A, Giuseppe Di Sorbo III B, Angela Parillo III B

Per non dimenticare: 25 Aprile 1945, liberazione dal Nazi-Fascismo

É il 25 Aprile 1945, le formazioni partigiane hanno raggiunto il numero di 200.000 uomini, le armate tedesche sono ormai stremate dalle continue insurrezioni e le truppe anglo-americane continuano ad avanzare, sfondando la linea Gotica, evento che sancirà l’arrivo degli alleati nelle regioni del Nord-Italia.
Quel giorno le brigate partigiane decidono di attuare un’insurrezione generale per liberare l’Italia dal nemico, ponendo fine al Nazi-Fascismo. In seguito all’offensiva realizzata, Mussolini scappa verso la Svizzera, dove non arriverà mai. Viene riconosciuto, catturato e giustiziato dai partigiani nel villaggio di Dongo assieme alla compagna Claretta Petacci. 
Dopo la cattura di Mussolini e l’ingresso delle truppe anglo-americane a Bologna, l’intero Nord Italia è finalmente libero dall’oppressore straniero e finalmente tira un sospiro di sollievo. 
La felicità è tornata nelle anime di milioni di persone, ma un evento di crudeltà inaudita si verifica a piazzale Loreto, a Milano, dove i corpi di Mussolini e della sua scorta vengono appesi per i piedi e mostrati a tutta la folla in festa.
 

Giuseppe Di Sorbo classe III B - Scuola Secondaria I grado - Caiazzo

Conosciamo tutti l’orrore più grande che il genere umano abbia creato: la Guerra. Per questo motivo siamo ancora qui, oggi, dopo oltre settant’anni, a portare la memoria dei nostri bisnonni che hanno combattuto al fronte per condurre il nemico oltre il confine italiano, per evitare che situazioni del genere possano accadere in futuro, di nuovo, per far capire a tutti che ogni guerra è un male, non esiste e non può esistere una guerra “buona”.

Anche noi potremmo dire di essere in una “Guerra”, che stiamo combattendo non con armi, ma con posti in terapia intensiva e respiratori. È importante armarci di guanti e mascherine per proteggere noi stessi e il prossimo. Stiamo combattendo una guerra contro un maledetto virus, e proprio come in battaglia ci stanno rimettendo la vita coloro che non hanno colpe: gli anziani, e chiunque abbia problemi respiratori.

Tale confronto ci fa capire che ricordare il giorno della Liberazione è un bene: è quello che stiamo facendo noi, ora, nel presente. Combattiamo tutti insieme un nemico comune.

Possiamo dire che i nostri medici siano come “i partigiani”, uomini che ogni giorno si svegliano all’alba e combattono con tutte le loro forze contro il nemico. Con la differenza che i partigiani proprio il 25 aprile si sono riuniti, e hanno guardato al futuro. Sono stati orgogliosi di aver adempiuto al proprio dovere: liberare l’Italia.

Da quel giorno il nostro Bel Paese è divenuto uno Stato indipendente, proprio grazie a quelle persone “normali”: contadini, studenti, insegnanti, che, hanno vinto la paura della morte per un obiettivo più grande, la Libertà.

Quest’anno in modo particolare, è un dovere ricordare questa giornata: è possibile che tra qualche giorno ci sveglieremo, i nuovi contagi saranno Zero e i medici, imitando i partigiani, diranno “Ce l’abbiamo fatta”.

Angela Parillo classe III B Scuola Secondaria I grado – Caiazzo