Giorno della Memoria- 27 gennaio 2021

Per non dimenticare…

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria in ricordo della Shoah, ossia lo sterminio del popolo ebraico. In questa data si celebra la commemorazione internazionale rivolta alle vittime dell’Olocausto, istituita nel 2005 nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il 27 gennaio del 1945 l’Armata Rossa fece irruzione nel campo di concentramento di Auschwitz e liberò i prigionieri. Il termine “Shoah” significa in lingua ebraica “distruzione, catastrofe” e fu utilizzato per chiarire l’annientamento degli ebrei polacchi da parte del regime nazista. Con questo termine si indica il genocidio di milioni di Ebrei uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale dalla Germania hitleriana e dai suoi alleati (l’Italia fascista per esempio). 

La Shoah viene più volte confusa con l’Olocausto, parola diversa che indica la distruzione di tutte le religioni, le etnie, le classi sociali che i nazisti pensavano ostacolassero il raggiungimento di una razza “pura”, quella ariana, compresi i Rom, i Sinti, i Testimoni di Geova, gli zingari, gli omosessuali, gli oppositori politici del nazismo e i comunisti.  

Per non dimenticare ciò che avvenne è doveroso conservare la memoria delle ingiustizie, persecuzioni e uccisioni subite dagli ebrei.

Tutto cominciò dal movimento nazionalsocialista, fondato da Adolf Hitler che fece dell’antisemitismo uno dei suoi punti di forza. Hitler varò provvedimenti di legge che discriminavano gli israeliti; questi provvedimenti giunsero a una vera persecuzione, con attacchi alle persone e alle attività economiche. Alcune famiglie ebraiche si ripararono all’estero, ma molte altre furono detenute in campi di concentramento. Ciò avvenne, dopo il 1939, nei Paesi europei occupati: Polonia, Francia, Russia, Balcani e nella stessa Italia dopo il 1943.  In particolare il regime fascista aveva emanato, nel 1938, delle leggi antiebraiche, escludendo gli israeliti da ogni ufficio pubblico e persino dalla frequentazione della scuola. Tra il 1943 e il 1945 molti vennero deportati in Germania. Le caratteristiche dello sterminio furono: persecuzione, lavori forzati, annullamento della dignità e morte. Ecco a cosa portò l’azione di purificazione razziale.

I campi di concentramento (Lager) erano all’inizio, dei campi di internamento dentro i quali venivano rinchiusi soprattutto i prigionieri di guerra e i prigionieri politici. Erano delle prigioni trasformate poi in campi di sterminio (camere a gas) che rispecchiavano l’atrocità e la ferocia del regime nazista. Quando i russi entrarono il 27 gennaio 1945 nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz e liberarono i pochi superstiti rimasti, mostrarono al mondo intero la barbarie e la violenza usata in quel campo. In Germania e nei territori occupati passarono e morirono milioni di persone; accanto agli israeliti, anche oppositori politici o “indesiderati”. Morirono circa sei milioni di ebrei, cui si aggiungono altre categorie.

Lo sterminio degli ebrei fa scaturire in ognuno di noi sentimenti di enorme dolore e commozione. Il Giorno della Memoria è ricordato attraverso le testimonianze dei sopravvissuti fra i quali emergono le memorie, i racconti e i libri anche di scrittori famosi come Primo Levi, Anna Frank.  

Vi sono tanti film sull’argomento che suscitano in noi grandi emozioni come “Il giardino dei Finzi Contini, “Il ragazzo dal pigiama e righe”, “la Vita è bella” o “Il Pianista”; potrei continuare con altri che ho visto e che mi hanno colpito molto. Pertanto è necessario mantenere la memoria delle ingiustizie, persecuzioni e uccisioni subite dagli ebrei, per non dimenticare quello che orribilmente è avvenuto. Oggi si cerca di superare gli antichi e infondati pregiudizi sul popolo ebraico ed è in atto una rivalutazione del peso della cultura ebraica nella formazione stessa della civiltà europea. La Giornata della Memoria ci induce a non dimenticare questa immane tragedia che ha coinvolto milioni di vite e questa drammatica catastrofe è giustamente commemorata ogni 27 gennaio, quando l’Europa si ferma per ricordare le crudeltà del nazismo.

Amanda Almaviva – classe I A - Scuola Secondaria I grado Caiazzo

- Parole e voci della Memoria dagli alunni della scuola secondaria di I grado di Caiazzo: Asia Negri - Alessandro Romano Palmieri - Alessia Perretta - Cristian Pedone - Eugenio De Angelis De Angelis - Federico Insidioso - Filippo Maria Fournier - Lucia Cozzoni - Luigi Califano - Riccardo Di Salvatore - Stefano Mongillo

- Video realizzato dall'alunno Luigi Califano della classe II A della scuola Secondaria di I grado di Caiazzo

- "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" : Gli alunni della scuola secondaria di I grado di Caiazzo

- Presentazione realizzata dall'alunna Giulia Albanese classe II A della scuola secondaria di Caiazzo

- Se questo è un uomo.... se questa è una donna: Primo Levi, Sami Modiano, Elisa Springer, Liiliana Segre - Testimonianze di sopravvissuti per la Giornata della Memoria - Gli alunni della 3A di Ruviano

- Dalla Scuola dell'Infanzia e Primaria di S.S. Giovanni e Paolo

Le insegnanti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria di San Giovanni e Paolo, in occasione della “Giornata della Memoria” hanno proposto agli alunni la visione di brevi filmati e cartoni animati sul tema della Shoah, la lettura di alcuni racconti e di poesie e la realizzazione di pixel art e disegni,  con lo scopo di mantenere sempre viva la memoria, perché solo ricordando possiamo essere certi che non si ripetano più gli stessi errori. Ovviamente, vista la tenera età degli scolari, l’argomento è stato affrontato con la delicatezza  e la “leggerezza” necessaria perché “la forza della vita è straordinaria” (Liliana Segre) e questo deve essere l’insegnamento fondamentale da dar loro in questo giorno così speciale. Il messaggio che Liliana Segre, attivista politica italiana superstite dell’Olocausto  e testimone della Shoah, vorrebbe lasciare ai suoi futuri nipoti ideali è questo: “che siano in grado di fare la scelta e con la loro responsabilità e la loro coscienza, essere sempre  quella  farfalla gialla che vola  sopra i fili spinati”.

Galleria di foto

- Dalla Scuola Primaria di Ruviano

Il Diario di Anna Frank

Anna Frank era una ragazza ebrea nata a Francoforte che fu costretta a rifugiarsi con la famiglia ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di concentramento nazisti dove tutti gli ebrei venivano torturati e ammazzati. Anna nacque il 12/06/1929 in Germania. Nel giorno del suo 13esimo compleanno il padre le regalò un diario. Il giorno successivo furono costretti ad abbandonare la loro casa perché furono convocati per essere anche loro trasportati nei campi di concentramento. Per sfuggire alla chiamata Anna e la famiglia si rifugiano in un nascondiglio, che si trovava dietro ad una libreria, che però doveva restare segreto e quindi oscurarono porte e finestre. Nello stesso nascondiglio c’era anche un ragazzo di nome Peter con la sua famiglia. Peter le racconta in che modo venivano prese e deportate i giovani e  gli anziani. Purtroppo nel 1944 il nascondiglio fu scoperto, Anna e i clandestini vennero scoperti, arrestati e condotti nel campo di concentramento di Auschwitz dove morirà un anno dopo di tifo. Alcuni amici di famiglia, che erano riusciti a salvarsi, portarono con loro i vari appunti scritti da Anna. Il diario inizialmente nasce per scrivere i pensieri di Anne, le sue emozioni , le sue paure .

Anne racconta della propria vita, della propria famiglia e dei propri amici, del suo innamoramento per Peter e anche del suo desiderio di diventare scrittrice.

Il diario contiene anche racconti storici, sulla guerra, sulle vicende del popolo ebraico e sulla persecuzione.

Tornato dai campi di concentramento, qualche anno dopo, il padre di Anne decise di realizzare il desiderio della figlia e fece pubblicare il diario come un libro.  

Marisol, Francesco Pio, Sara, Maria.

 

LE NOSTRE EMOZIONI…

C’è una frase in particolare che mi ha colpito :”……………… sento sempre più forte il rombo che si avvicina, il dolore di persone e nonostante questo guardo il cielo e so che andrà tutto bene…..” . Questa frase deve farci riflettere perché, nonostante la vita non è sempre serena ma ci sono delle piccole cose brutte da affrontare, bisogna sempre sperare che “ andrà tutto bene”. Quindi come Anna Frank, un’ adolescente come noi, è riuscita a sopportare le persecuzioni e sperare nel futuro migliore, anche noi non dobbiamo mai perdere la speranza e sorridere sempre.                                               

                         Francesco Pio Marseglia

Io penso che Anne Frank era molto coraggiosa e che è la più piccola scrittrice del mondo. Ci ha fatto capire attraverso delle parole la cattiveria dell’ essere umano. Spero che questa cosa non accada mai più         

                       Maria Zarrelli

 

La storia di Anne Frank mi ha portato tristezza e mi ha fatto capire che sono una bambina fortunata perché sono libera e ho la famiglia con me.

                          Marisol Giannotta

“…Guardo il cielo e so che andrà tutto bene…” I bambini di IV