Insieme contro il bullismo

Venerdì 4 giugno alle ore 10.00 si è tenuto in videoconferenza presso l'Istituto Comprensivo Aulo Attilio Caiatino il tanto atteso incontro con Teresa Manes, madre, scrittrice e autrice del libro “Andrea oltre il pantalone rosa”.

Un importante momento di riflessione sui difficili, e spesso drammatici, temi del bullismo e cyberbullismo che annualmente il nostro Istituto Comprensivo affronta grazie all’intervento di psicologi, educatori, associazioni territoriali, incontri con la polizia postale, corsi di formazione e-learning.

Fulcro del confronto con gli studenti la tragica esperienza della mamma di Andrea Spezzacatena, morto suicida a Roma il 20 novembre del 2012 a soli 15 anni in seguito ad attacchi omofobi e atti di bullismo.

Numerosi gli interventi delle Autorità locali, degli studenti e delle rappresentanze dei genitori. In teleconferenza anche la prof.ssa Cristina Grillo, Esperto ricerca_azione Associazione Approdi d'autore, impegnata da anni nel contrasto al bullismo e cyberbullismo.

La storia di Andrea rappresenta un monito contro la mediocrità di pregiudizi ancora purtroppo radicati di cui Andrea e tanti ragazzi, forse anche troppi, sono vittime ogni giorno in tessuti sociali che si servono del dileggio e dell’irrisione sino a condurre le vittime a gesti estremi.

Secondo i dati ISTAT, oggi oltre la metà delle ragazze e dei ragazzi compresi tra gli 11 e i 17 anni è stata, almeno una volta, oggetto di violenza da parte dei propri compagni e l'età maggiormente coinvolta è proprio quella tra i 13 e i 15 anni, età in cui si è maggiormente vulnerabili, età in cui la paura del giudizio altrui è forte, soprattutto se proviene da coloro che si ritengono "amici".

Ancora tanta la strada da percorrere per portare a soluzione il fenomeno, in quanto spesso i giovani non hanno consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni: emozionante, tuttavia, l’atteggiamento degli studenti che, dopo aver ascoltato attentamente la storia di Andrea, hanno iniziato ad aprirsi, a raccontare esperienze dirette e indirette, a porre domande, a cercare di comprendere, con i tanti “perché”, un gesto così assurdo e inspiegabile.

Un incontro molto positivo e un’occasione di crescita per i nostri alunni: “è proprio da loro - ha sostenuto con fermezza Teresa Manes - che deve partire il cambiamento”, confrontandosi, difendendosi tra loro, ponendo l'amicizia e l'empatia a fondamento delle relazioni, ma anche aprendosi con i genitori e gli educatori che devono rendersi validi punti di riferimento.

Un ringraziamento ulteriore va alla docente Cristina Grillo, a conclusione dei percorsi di sensibilizzazione relativi al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo intrapresi nei mesi scorsi con i docenti del nostro Istituto Comprensivo e alla Dirigente che ha fortemente voluto l'incontro come opportunità formativa e di confronto con esperti e addetti al settore.  “Solo insieme - ha ribadito la Dirigente - si combatte il bullismo, solo cercando di aiutare il bullo con progetti di recupero e le famiglie con percorsi informativi e formativi, è possibile trovare delle soluzioni al problema, prima che sia troppo tardi”. 

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TikTok contro il bullismo

PowerPoint degli alunni della secondaria di Ruviano

Lettera a Teresa Manes

Buongiorno signora Manes,

volevamo farle sapere che anche noi, come lei, lottiamo contro il bullismo. Cerchiamo sempre di aiutarci e supportarci per evitare che a qualcuno di noi possa succedere la stessa cosa che è successa ad Andrea.

Per fortuna nella nostra classe, grazie ai nostri professori, che sono come genitori e ci aiutano soprattutto nella vita, riusciamo a essere noi stessi al 100%. Credo che nella vita di noi ragazzi i professori influiscano molto, perché possono essere una guida, un appoggio o anche la persona che ci ascolta senza dire nulla di quello che riversiamo nelle righe dei temi. Ma non tutti si preoccupano di quello che succede in classe e lasciano passare le ore in silenzio.

Purtroppo nel mondo cose come questa succedono molto spesso. I ragazzi di colore, i più originali o fragili, gli omosessuali o anche i ragazzi a cui piace studiare vengono bersagliati dalla massa. Forse perché sono diversi, ma secondo me nella loro diversità sono unici e speciali. Talvolta i ragazzi prendono decisioni drastiche per mettere fine al loro dolore e alla loro sofferenza, che può essere fisica ma nella maggior parte dei casi psicologica. Molti di loro pensano che farla finita sia la cosa migliore e se ne vanno silenziosamente ma facendo molto rumore nel cuore e nella testa delle persone che li amano, le quali si chiedono il motivo, perché le vittime riescono a far sembrare tutto normale fino al tragico epilogo  che nessuno si aspetta. Fingere è facile. Ormai tutti noi indossiamo maschere che nascondono le nostre vere emozioni e anche dietro al sorriso che sembra più vero possono esserci lacrime e tristezza.

Ognuno di noi dovrebbe  pensare al dolore di una madre che si vede strappare il figlio adolescente dalle braccia senza saperne nemmeno il motivo. Perché se una madre sapesse il perché di tale decisione combatterebbe al fianco di suo figlio, invece  nella maggior parte dei casi avviene che chi è bullizzato si tiene tutto per sé e soffre silenziosamente per paura di essere giudicato o attaccato ancora di più.

Personalmente la storia di Andrea mi ha commossa perché è strano vedere come un ragazzo così solare possa arrivare a tale estrema decisione, ed è la dimostrazione che ognuno di noi, per quanto provi ad essere felice o provi a non pensare alle cose brutte che ci accadono e ci vengono dette ogni giorno, alla fine avrà sempre delle ferite aperte e dolorose che gli rimarranno per tutta la vita.

 

Grazie per averci dedicato il suo tempo e aver ascoltato le nostre parole,

Alessia,  per la III A della scuola secondaria di Ruviano